mercoledì 19 novembre 2008
Un mattino….
Mi sono svegliata presto stamani. Dal caldo delle coperte osservo la finestra. Fuori è ancora buio. A novembre il sole è dormiglione e si alza tardi. Rimango immobile sotto il caldo delle coperte socchiudendo gli occhi. Attorno a me c’è silenzio. Wilfred, il mio gatto, dorme tranquillo sul letto ai miei piedi, acciambellato. Una palla di pelo nero che lievemente si muove ad ogni respiro.
Poltrisco ancora un po’ poi decido di alzarmi. Allungo le gambe che quando dormo tengo sempre raccolte e disturbo Wilfred che scocciato si alza, si stiracchia, sbadiglia e si rimette a dormine un poco più in là totalmente indifferente a ciò che lo circonda.
Scendo dal letto, i piedi toccano il freddo pavimento e cerco le pantofole. Come al solito non le trovo…..chissà dove sono finite… incurante delle proteste dei miei piedi vado in bagno scalza ed apro il rubinetto della vasca….un caldo bagno è ciò che ci vuole.
Mi guardo allo specchio. Vedo i miei occhi tristi cerchiati da profonde occhiaie, nuove piccole rughe si sono fatte avanti sul mio volto, penso che la mia guerra contro di loro sia una partita persa. Mi passo le mani sul volto come a cancellare ciò che ho visto, ma il mio volto non cambia….
Il piccolo bagno è adesso immerso in un leggero vapore creato dall’acqua calda della vasca che scorre da un po’. Piano mi spoglio lasciando ogni tanto una furtiva occhiata al mio corpo riflesso nello specchio. Non oso soffermarmi a guardare, il tempo scorre e segna il mio corpo. Preferisco non vedere quanto.
Chiudo il rubinetto che interrompe il suo flusso ed uno sbuffo di vapore si alza quando immergo i piedi nella acqua saponosa. Scivolo giù nel caldo e liquido abbraccio come tornare nel grembo materno. Socchiudo gli occhi. La mente corre. Vola lontano. Rincorre sogni perduti, ricordi lontani, piccole gioie e dolori. Non so quanto tempo trascorro così….la mia mente mi ha portato lontano ed il senso del tempo è perduto. Il suono della sveglia che ricorda il momento di alzarsi mi riporta alla realtà. Veloce mi lavo i capelli e mi sciacquo lasciando che l’acqua scivoli giù in una dolce carezza.
La sveglia continua a suonare quasi istericamente ma non sa che oggi è giorno di vacanza..niente impegni…una giornata solo per me.
Avvolta nell’accappatoio mi spazzolo ed asciugo i capelli. Wilfred decisamente infastidito dalla sveglia isterica ormai si è deciso a lasciare la morbidezza del letto e mi guarda con i suoi occhi gialli.
Dopo aver zittito la sveglia che ancora imperterrita continua a ricordare l’ora, indosso un paio di vecchi jeans, un caldo vecchio maglione sformato che ha visto tempi migliori ma al quale sono affezionata, scarpe da ginnastica. Prendo al volo il vecchio giaccone che sta appeso vicino alla porta di ingresso ed esco.
La brezza del mare mi investe, il sole inizia adesso a far capolino da dietro le nubi, ancora un po’ assonnato e debole, ma abbastanza luminoso da colorare la superficie del mare di riflessi dorati.
La mia casa sta a ridosso della spiaggia per questo l’ho comprata..mi piaceva il fatto di poter uscire e trovarmi sul mare..
È bello il mare d’inverno, si sente il suo forte odore, e nel silenzio nella pace più totale senti la risacca …. un dolce ritmico suono che ti culla …. l’ho spesso paragonato alle fusa di un gatto…
Il mare è come un felino … sta davanti a te tranquillo cantando quella dolce canzone e tu ti lasci andare ma …..a volte si risveglia e ti travolge forte e feroce come la zampata di una tigre..…
Il mare....come nella vita….non sai mai cosa aspettarti …..
I miei passi sono silenziosi nella soffice sabbia, il vento mi solleva i capelli e mi accarezza il viso con la sua fredda mano colorando le mie guance di rosa. Rabbrividisco un po’, le mani ficcate nelle tasche del giaccone mi avvicino alle onde che dolci si infrangono sul bagnasciuga.
Resto a guardare quell’acqua che sembra carezzare la riva, spumosa e gorgogliante si fa avanti e si ritira invitandomi..…
D’impulso mi tolgo le scarpe ed arrotolo i pantaloni fino al ginocchio. L’abbraccio freddo dell’acqua sui miei piedi mi da un fremito e quasi mi metto a ridere….come la carezza scherzosa di un’amante …
Sento la sabbia che scivola via sotto di me quando l’acqua si ritira … una strana sensazione come se mi portasse via … e via vorrei andare ….. portata lontano dalle onde..
Chiudo gli occhi e mi cingo con le braccia, alzo le faccia verso il cielo cercando il calore del debole sole che piano piano si è alzato nel cielo rischiarando il paesaggio.
Ricordo un altro abbraccio, un altro calore….
All’improvviso sento le voci della gente che passa vicino alla spiaggia …. la cittadina si è svegliata… il giorno è iniziato.
Lentamente esco dall’acqua mi rimetto le scarpe cercando di pulirmi i piedi alla meglio e, con un profondo sospiro, mi incammino verso la mia nuova giornata..…..il momento dei sogni e dei ricordi è finito….
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3 commenti:
Bello!!! un po' malinconico ma bello. Ti abbraccio Lady
tenere lontano dalla portata dei depressi. Può avere conseguenze anche gravi. Leggere attentamente la posologia e le modalità di lettura.
sei tornata...... alla scrittura dedicata...i tuoi racconti un sospiro che creano tutt'intorno il delirio...pacifica la festa è passata...e dell'anno vecchio resta la lavata...
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